Pubblicato da: starfighter84 | 9 gennaio, 2008

La documentazione.

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Se il modello è fatto bene, deve venirti voglia di salire su e accendere il motore! Questa leggendaria citazione fatta da chissà quale modellista già compare sulle pagine del nostro blog, ma la ripeto volentieri poiché racchiude in sé tutte virtù del nostro hobby. Nessun modellista che si rispetti dovrebbe intraprendere la costruzione di un kit senza avere l’obiettivo di raggiungere la massima fedeltà di riproduzione. Dopo questa premessa può apparire più chiaro il ruolo fondamentale che ricopre la documentazione bibliografica di un aereo; Dalle foto, dai disegni, dagli spaccati e dalle referenze storiche è possibile attingere una montagna d’informazioni importanti, come ad esempio gli andamenti degli schemi mimetici oppure i dettagli presenti in una cabina di pilotaggio e molto altro ancora. Prima di pensare all’acquisto di una scatola di montaggio, il….

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Pubblicato da: starfighter84 | 29 dicembre, 2007

Un Airacobra Tricolore – BELL P-39 Q dal kit Academy in scala 1/72

All’inizio del 1935 l’American Armament Corporation portò a termine la realizzazione di un nuovo cannoncino da 37 mm denominato T9. Durante una delle dimostrazioni, alcuni dirigenti della Bell Aircraft Corporation rimasero molto impressionati dalla potenza di fuoco e dalla precisione di tiro della nuova arma, e subito pensarono alla progettazione di un rivoluzionario caccia intuendo l’efficacia dell’unione tra il mezzo aeronautico e il nuovo strumento bellico a disposizione dell’USAF. In poco più di due anni, i progettisti R. Wood e H. Poyer presentarono al governo americano il Bell Model 12. Nacque così un aereo monoposto interamente metallico con ala bassa e a sbalzo. La decisione di collocare il cannone in corrispondenza del mozzo dell’elica, comportò la sistemazione del motore in fusoliera e l’adozione di un albero di trasmissione lungo 1,52 metri che passava sotto l’abitacolo del pilota. Questo permise l’installazione di un carrello triciclo aumentando così la visibilità durante i rullaggi su piste impreparate o dissestate. La soluzione fu tanto attraente, che l’US Army Air Corps ordinò immediatamente un primo prototipo, lo XP-39, da impiegare per la valutazione del comportamento in volo e nelle missioni d’attacco al suolo. Dopo un intenso ciclo di prove, l’USAAC determinò l’idoneità dell’aeroplano dando il via definitivo alla produzione di serie. Lo XP-39, ridisegnato più semplicemente P-39, cominciò immediatamente la vita operativa venendo impiegato dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna dal 1941, pur non riscuotendo le migliori critiche, specialmente dagli equipaggi di volo. Fu invece molto apprezzato in quei paesi, Unione Sovietica in testa, che grazie alla legge “Affitti e Prestiti” ricevettero ingenti quantità d’Airacobra, venendo proficuamente impiegati nell’attacco al suolo. Tra questi ci fu anche l’Aeronautica Cobelligerante Italiana che ottenne parecchie decine di P-39 (circa 150), nelle versioni M, N e Q, continuando a volare, con le insegne dell’Aeronautica Militare Italiana, sino agli anni cinquanta.

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IL MODELLO

Soggetto certamente interessante, del P-39 esistono in commercio svariate scatole di montaggio, alcune molto datate, altre più recenti. Tra le ultime uscite in ordine d’apparizione, si deve alla coreana Academy, che ha immesso sul mercato una tra le migliori realizzazioni in scala 1/72 dell’Airacobra relativa alle versioni Q e N. Avendo da qualche tempo in programma la costruzione di un P-39 con le insegne italiane dell’Aeronautica Cobelligerante, ho subito sfruttato l’occasione fornitaci dalla ditta di Seoul. Con un’accattivante Box Art raffigurante il velivolo del Tenente Colonnello William Shomo operante nel Pacifico…

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Pubblicato da: aleg85 | 29 dicembre, 2007

Modellismo e salute

Una delle cose che dobbiamo sempre tenere presente nel momento in cui ci accingiamo a fare un modello è che dobbiamo rispettare la salute nostra e di chi ci circonda. Da qui la regola numero uno: lavorare sempre in un ambiente ben aerato. Questo perché i solventi contenuti nelle vernici e nei relativi diluenti che usiamo per la pulizia di pennello e aeropenna sono altamente tossici, senza contare che emanano un tanfo insopportabile. L’ideale sarebbe lavorare sempre con indosso una mascherina, questo perché le vernici, soprattutto quando nebulizzate e spruzzate ad aerografo, sono altamente volatili e quindi vengono inalate in grossa quantità.

Ma non è questo l’unico appunto riguardante il modellismo e la salute: un altro elemento a cui bisogna prestare molta attenzione è il rischio, sempre presente…

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