Pubblicato da: starfighter84 | 5 dicembre, 2007

A-129 Mangusta – Dal kit Italeri in scala 1/72.

Nel 1972 l’Esercito Italiano sentì l’esigenza di disporre di un mezzo aereo idoneo alla lotta controcarro, e cominciò a studiare la possibilità di sviluppare un elicottero leggero che rispettasse i requisiti imposti dalla normativa Nato MIL-STD-1290. Questa soluzione era già stata considerata dai progettisti dell’Agusta, che avevano ipotizzato la costruzione di una nuova macchina. La prima bozza, denominata A-119, era basata interamente sulla cellula dell’A-109 con alcune significative modifiche quali l’allungamento della fusoliera, l’installazione di una nuova e più appropriata avionica, oltre alla realizzazione d’attacchi subalari per l’armamento. Dopo vari studi, il programma fu definitivamente abbandonato ed al suo posto la ditta varesina presentò un elicottero di nuova concezione, l’A-129. Il neonato velivolo rispondeva pienamente alle specifiche richieste dalla DGCA (Direzione Generale delle Costruzioni ed Armamenti del Ministero della Difesa, meglio conosciuto come Costarmaereo), e fu subito ordinato un primo prototipo per valutarne le capacità di volo e d’attacco al suolo. Inizialmente l’Agusta pensava di dotare il nuovo elicottero di un cannone da 20 mm posto su una torretta mobile del tipo usata sull’AH-1G (Emerson Mini Tat), ma i vertici dell’allora ALE (Aviazione Leggera Esercito) preferirono dotare il Mangusta di un armamento specifico per la lotta controcarro, con quattro lanciatori binari per un totale di otto missili filoguidati Hughes BGM-71A, Tow e tubi lanciarazzi da 81 mm compatibili per munizionamento da 70mm. Il primo volo del prototipo avvenne l’11 settembre del 1983, mentre il primo esemplare di preserie decollò il 22 luglio 1988. Dal 6 ottobre del 1990 l’Aviazione dell’Esercito poté operare con i primi A-129 entrati in servizio attivo. Così come per il velivolo reale, cui manca ancora quel successo commerciale che meriterebbe, anche modellisticamente parlando il Mangusta non è un soggetto particolarmente seguito dalle ditte del settore, tanto che, fino a poco tempo fa, per riprodurne una copia in scala ci si doveva affidare solamente ad una totale ed impegnativa autocostruzione. Ad essere precisi qualche anno fa apparve, su alcune riviste straniere, la recensione di un kit in scala 1/72 dell’A-129 Mangusta dotato di cannone e realizzato da una ditta della Cina Popolare, la Concord Model. Questo kit sul mercato europeo arrivò solo in pochissimi articoli, rendendolo in pratica solo un oggetto del desiderio. Fortunatamente il 1999 ha visto un’inversione di tendenza, con l’immissione sul mercato di ben due kit di questa bella realizzazione italiana nella classica scala 1/72. Prima in ordine di apparizione, la Curnamodel con un’interessante riproduzione in resina, e subito dopo un pratico e più economico kit della Italeri ad iniezione, scelto subito per questa riproduzione.

 

 

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Un’accattivante e suggestiva box-art di un Mangusta in hovering, ci introduce la robusta scatola contraddistinta dal numero di catalogo 006. Al suo interno possiamo trovare due stampate di plastica verde oliva, per un totale di circa 79 pezzi. Completa la dotazione standard la stampata trasparente del tettuccio, il foglio decals e le immancabili istruzioni. Il dettaglio delle pannellature è realizzato in fine negativo mentre le rivettature in positivo. Come consuetudine per la maggior parte dei modelli in scala, si è intrapreso il montaggio partendo dalla zona abitacolo discretamente realizzato. Questo si compone di una vasca completa di consolle laterali, due cruscotti, altrettanti seggiolini con cinture in rilievo, una cloche e il “joystick” dell’operatore addetto ai sistemi d’arma. Facile da assemblare, lo stesso è stato migliorato, in mancanza di adeguati set, con l’aggiunta di alcuni dettagli allo scopo di renderlo più fedele alla realtà. Tali interventi hanno riguardato principalmente l’autocostruzione delle pedaliere, ottenute ritagliando quattro…

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