Pubblicato da: starfighter84 | 25 novembre, 2007

Caro vecchio Spillone…. F-104 ASA-M dal Kit Hasegawa in scala 1/72

Sul mitico Starfighter sono stati consumati fiumi di inchiostro. La sua storia è ben nota a tutti gli appassionati di aeronautica, dagli albori della sua progettazione per arrivare fino agli ultimi giorni di una lunghissima carriera. Permettetemi però di spendere qualche parola sulla vita operativa e sull’importanza che il ‘104 ha ricoperto nelle fila della nostra aeronautica… lo sò, non ci posso fare nulla! sono un nostalgico e per me (e penso anche per molti altri), la radiazione di questo magnifico aeroplano ha rappresentato la fine di un epoca.Cenni storici…Alla fine degli anni ’50, alcuni paesi appartenenti alla NATO sentirono il bisogno di ammodernare la propria linea caccia con macchine all’altezza dei nuovi standard. In breve tempo i jet stavano passando dalle velocità subsoniche o al massimo soniche, a velocità supersoniche anche in regime di normale crociera, così, l’Italia sottopose all’ing.Stefanutti una specifica per un caccia che potesse colmare il gap che si era venuto a creare. Dalla richiesta ne nacque uno sfortunato progetto, l’Aerfer Leone, che non andò mai oltre la fase di realizzazione di un solo prototipo. Dopo questo fallimento l’AMI non potè fare altro che affacciarsi sul mercato mondiale, valutando numerose macchine tra le quali il Chance Vought F-8 “Crusader”, l’English Electric “Lightning”, il Convair F-106 “Delta Dart”, il Dassault Mirage IIIc, il Grumman F-11 “Tiger”, il McDonnell F-101 “Voodoo”, l’F-4 “Phantom II”, il North American F-100, il “Super Sabre”, il Northrop F-5 “Freedom Fighter”, il Republic F-105 “Thunderchief”, il Saab 35 “Draken”, il Saunders-Roe SR.53 e il Saunders-Roe SR.177. Alla fine risultò vincitore proprio l’F-104 Starfighter, scelto anche per la concessione da parte della Lockheed della licenza totale di produzione a favore della nostra Fiat-Aeritalia. Il primo velivolo fu consegnato all’Italia il 3 marzo, sulla base di Palmdale in America. Era l’F-104G MM 6501 nc 9998 che, dopo essere stato trasferito in volo nel nostro paese dal Cap.Bonazzi, fu smontato ed usato come modello dalla Fiat per la costruzione su licenza dei 105 esemplari ordinati dall’AMI. Il primo esemplare di realizzazione completamente italiana fu l’MM 6502 che volò per la prima volta il 5 ottobre 1962. Le consegne ai reparti ebbero inizio a partire dallo stesso anno ed i piloti dovettero subito entrare in una “dimensione” di pilotaggio totalmente differente da quella acquisita sino a quel momento. Il 104 era un velivolo da pilotare “by the book”, ovvero rispettando esclusivamente i parametri di peso e velocità imposte dai manuali. Non offriva grandi capacità acrobatiche, tanto meno quando portava con sé carichi esterni, e non perdonava facilmente gli errori commessi ma a suo favore lo Spillone (come è stato sempre affettuosamente chiamato dai nostri equipaggi), vantava un rapporto peso/spinta quasi insuperabile, un rateo di salita eccezionale e delle doti di intercettazione innate. Il passaggio su questa macchina non avvenne di certo con semplicità, infatti le perdite nei primi cinque anni di vita ammontavano già a 24 macchine. Per rimpiazzare gli aerei e per far fronte a nuove esigenze operative dettate dall’evolversi della tecnologia, l’aeronautica militare italiana ordinò altri velivoli all’Aeritalia che, in collaborazione con la stessa Lockheed progettò una nuova versione. L’F-104S (dove la dicitura S stava per “Sparrow”) presentava un motore potenziato, i punti d’attacco per i carichi esterni passavano da 5 a 9, e l’adozione appunto dei nuovi missili aria-aria AIM-7 Sparrow. Di contro l’S perdeva la possibilità di utilizzo del cannone Vulcan, rimosso per far posto ad altre apparecchiature di bordo. Le consegne continuarono almeno fino al 1976 se non addirittura al 1979. In tutto furono costruiti per l’AMI ben 205 F104S, compresa un’ultima tranche di 40 velivoli ordinati a metà degli anni settanta quando già l’USAF schierava gli F15, e i primi prototipi dell’F16 prendevano il volo. Gli F-104 hanno continuato ad essere gli aerei da caccia standard per gli anni a venire e hanno avuto due costosi aggiornamenti successivi, l’ASA e ASA-M (Aggiornamento Sistema d’Arma/modificato). Il primo era destinato ad essere una estensione delle capacità del velivolo, con l’introduzione di nuovi missili e di modalità operative del radar: questo avrebbe dovuto raggiungere portate di circa 50-80 km di scoperta ma secondo i piloti era raro ottenere invece un aggancio oltre i 20-25 (molto al di sotto dello standard degli altri aerei NATO). La funzione doppler del radar Setter consentiva almeno limitate capacità di scoperta di bersagli a quote inferiori, contromisure elettroniche e malfunzionamenti permettendo. Costo complessivo: circa 600 miliardi delle vecchie Lire per 140 aerei. L’ottimizzazione del sistema d’arma è risultato inoltre complesso e così i primi F-104ASA erano allo standard ASA-1, privi ancora del missile ASPIDE, poi introdotto con gli ASA-2 ma non prima del 1991, ovvero circa 15 anni dopo che il missile era entrato in servizio nella marina militare. Il secondo aggiornamento, a sua volta non meno costoso, venne eseguito su pochi velivoli (64) solo per avere una macchina affidabile per alcuni anni in più rispetto alle previsioni, dati i ritardi dell’EFA. Nonostante limitazione e incapacità di adeguarsi ai tempi, il 104 è stato un velivolo importante per la nostra aeronautica. Rimasto in servizio per quasi 50 anni, esso ha ricoperto praticamente ogni ruolo, dalla caccia, alla ricognizione, al bombardamento. Le statistiche parlano di circa un milione di ore di volo sull’F-104 da parte dell’AMI, con 928.000 volate a tutto il 1997 (pari a circa 100 anni consecutivi, ovvero a 70 ore per giorno). La carriera dello spillone è stata senza dubbio di grande spessore ed importanza, ed in generale i piloti che hanno avuto l’onore di pilotarlo ne sono rimasti sempre entusiasti. Uno di essi una volta affermò: “Il 104 è un aereo eccezionale… esuberante per velocità e potenza… ha solo un difetto: non ti lascia il tempo di pensare”.

DSC_0666

 

Il Modello:

 

Nella mia vasta collezione di kit che sono accuratamente riposti in cantina…non bastano le dita di una mano per contare quelli dedicati allo Starfighter! Il ‘104 per me rappresenta una sorta di mostro sacro, un amore platonico… ed anche non avendo mai avuto l’onore di volare insieme a lui…in fondo in fondo mi sento un po’ “centoquattrista “ anch’ io. Tutta questa smielata premessa e’ per dire che ho deciso…

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Responses

  1. Solo una correzione: il progetto del Leone non fallì per motivi tecnici: fu stroncato per scelte politiche poco prima che il prototipo fosse pronto.


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