Pubblicato da: starfighter84 | 19 novembre, 2007

I.A.I. KFIR C7 – IL LEONE DEL DESERTO. Kit Hasegawa in Scala 1/72

Un pò di storia…

Per porre rimedio a numerose carenze tecniche denunciate dai piloti israeliani nell’impiego in battaglia del Mirage III, fu dato incarico alla I.A.I. (Israel Aircraft Industries) di studiare la possibilità di una eventuale riprogettazione del caccia francese, allo scopo di eliminarne le manchevolezze e renderlo più idoneo ai compiti richiesti dall’Aeronautica della Stella di Davide. Nasceva così il programma conosciuto come “Black Curtain”, che portò alla realizzazione del Kfir (Leoncino), un monoposto da caccia ed attacco al suolo, che altro era se non un adattamento della cellula del Mirage III per accogliere il più grosso e potente turboreattore General Electric J-79, unito ad un’avionica avanzata di costruzione nazionale. Presentato pubblicamente per la prima volta il 14 aprile 1975 come Kfir C1, equipaggiò due Squadron della Heyl Ha’Avir. Il 20 luglio 1976 fu la volta della versione migliorata C2, che differiva dalla precedente principalmente per l’introduzione di pianetti alari anteriori canard a freccia, che ne miglioravano la manovrabilità e le prestazioni in fase di decollo ed atterraggio. La versione più recente del velivolo è la C7, sviluppata nel 1983. Notevolmente più potente delle precedenti serie grazie al nuovo motore J-79 GE-19, possiede un’avionica aggiornata con abitacolo HOTAS (Hands On Throttle and Stick, mani sulla manetta e sulla barra) e l’adozione opzionale di un radar multifunzione EL/M-2021. Ulteriori migliorie consistono nell’aggiunta di due piloni esterni, allo scopo di aumentare il carico di bombe convenzionali o a guida laser. Costruito in più di 200 esemplari, rimane oggi in servizio di prima linea nell’Aeronautica Militare israeliane come caccia bombardiere, eclissato, nel ruolo d’appoggio tattico ravvicinato, dal più recente F-16 Fighting Falcon. Modellisticamente parlando, il Leoncino è un soggetto molto interessante e originale, sufficientemente riprodotto dalle ditte del settore, anche se i kit attualmente in commercio non possono certo considerarsi delle novità assolute. Analizzando la sola scala 1/72, il modello meno datato è quello dell’Italeri, che contraddistinto dal numero di catalogo163, offre la possibilità di realizzare sia un C2 sia un C7, mentre l’Hasegawa fornisce due scatole, relative però alla sola versione C2, che usano entrambi lo stesso stampo, con la sola differenza del foglio decals. Per meglio approfondire l’argomento Kfir e, perché no, dotare la nostra collezione di un bell’aereo, ci siamo cimentati nella costruzione di questo prodotto dell’industria aeronautica israeliana, approfittando anche del fatto di avere tra le mani una delle realizzazioni della ditta giapponese.

IL MODELLO.

Pur se relativo alla versione C2, Il kit Hasegawa può essere facilmente trasformato nella successiva variante C7, perché, come già accennato, le modifiche sono più interne che esterne. Il modello, numero di catalogo 608, è racchiuso in una robusta scatola di piccole dimensioni, con gli interni composti di quattro stampate di plastica color nocciola chiaro più una per i trasparenti per un totale di circa 53 pezzi. Immancabili, naturalmente, le istruzioni ed un buon foglio decals sufficiente per realizzare due mimetiche del velivolo originale. La scatola denota in molte soluzioni la sua non giovane età, stiamo parlando del 1987, principalmente per il dettaglio di superficie totalmente in positivo, fatto questo che ci ha ovviamente costretto a reincidere pazientemente tutte le varie pannellature, vani e prese d’aria presenti sul velivolo reale. A tal proposito, abbiamo utilizzato l’apposita punta della Dragon aiutandoci con delle dime Verlinden e con degli profili in scala dell’aereo reperiti sul numero 2 Febbraio 1988 di Aerei Modellismo. La prima fase del montaggio ha riguardato, come prassi abituale per gran parte dei modelli, la zona abitacolo. Il kit fornisce la vasca, completa di consolles laterali e del pozzetto carrello anteriore, il cruscotto con relativa decals per gli strumenti, la cloche ed un’inutilizzabile seggiolino Martin Baker Mk.4A. Quest’ultimo è stato prontamente sostituito con un Mk10B in metallo bianco dall’Aeroclub (codice J011), ulteriormente migliorato con l’aggiunta delle cinture di sicurezza e delle leve d’espulsione. Una seconda modifica ha riguardato l’aggiunta dell’Head Up Display, autocostruito con un quadratino d’acetato trasparente e fissato sulla palpebra del pannello strumenti principale con una goccia di Kristal Kleer. L’intero cockpit è stato quindi completamente verniciato in Neutral Grey (FS 36173), ad eccezione del seggiolino eiettabile con la struttura in Flat Black (FS 37038), l’imbottitura in Olive Drab, il poggiatesta in Dark Tan (FS 30219) e le cinture di sicurezza in Medium Sea Grey (FS 36270). La strumentazione è stata riprodotta applicando le sopracitate decals, che svolgono più che bene il loro compito, considerando anche le ridotte dimensioni dell’abitacolo stesso.

dsc_0705-mod.jpg

Prima di effettuare la chiusura delle due semifusoliere, si è applicato la parte terminale del motore riguardante l’ugello di scarico a geometria variabile, preventivamente dipinto in…

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